La mattina
Andrea, alla fine, decide di non andare a scuola.
Indossa il suo zaino ed esce di casa, mentre i genitori sono ignari di questa sua decisione.
Si avvia verso la fermata dell’autobus e sale sul primo mezzo diretto verso l’ospedale in cui è ricoverata Gabriella

Fuori dalla ditta Brambilla ed in un angolo appartato, Luca, prima di entrare ed iniziare la sua giornata di lavoro, si mette d’accordo con Carlo Airoldi per attuare il piano che avevano in mente per incastrare Mario.
- Sei pronto, Luca?
- Sì, prontissimo!
- Adesso entriamo insieme in modo che non mi creino problemi all’ingresso; tu ti avvierai verso la Direzione mentre io ti seguirò a distanza. Comportati in maniera naturale, come se nulla fosse, intesi?
- Certo, tutto chiaro!
I due entrano senza problemi in azienda, superano quindi l’atrio e, a questo punto, si separano.
Luca si avvia verso la porta dell’ufficio di Brambilla, mentre Carlo, con in mano una valigetta metallica, lo attende un po’ più distante.
Il ragazzo bussa alla porta e, dall’interno, sente una voce che grida:
- Avanti!
Luca entra nell’ufficio, chiudendo la porta dietro di sè.
A questo punto, Carlo procede lungo il corridoio e va verso la porta accanto. Fortunatamente risulta aperta. Così entra nella stanza.

Alfredo è ancora in viaggio per raggiungere il suo obiettivo. E’ determinato ad ucciderlo e guarda sempre con compiacimento la sua pistola, pronta per sparare, che tiene nel vano portaoggetti.
“Così vedremo, alla fine, chi sarà a perdere…”

Walter Caccia si trova in un parcheggio all’aperto, in una zona della città che sembra piuttosto tranquilla, in attesa che arrivi qualcuno.
Finalmente vede giungere Eleonora, accompagnata da Fabrizio, che in realtà non si aspettava.
- Buongiorno ragazzi!
- Salve investigatore… non Le dispiace se ho portato con me anche Fabry, vero?
- No, non è un problema. Anzi, più siamo e meglio è…
Walter si rende conto che l’impressione che aveva avuto al telefono sembra confermata dall’aspetto della ragazza, e la chiama in disparte:
- Scusaci un attimo, Fabrizio… Mi spieghi perchè sei così turbata? Mi sembra di averti dato una bella notizia, no?

Luca, infilandosi una mano in tasca, è entrato nell’ufficio di Brambilla, il quale, soddisfatto, inizia il discorso:
- Bene, ti aspettavo. Sei stato puntuale…
- Sì, certo, avevamo un accordo e io sono stato di parola.
- Spero tu abbia un’idea chiara e che quindi mi dia una risposta ben precisa…

Andrea è in viaggio e, anche se è passato relativamente poco tempo, ad un tratto si alza di scatto dal suo posto a sedere: “Questo viaggio è troppo lungo… non posso permettermi di arrivare ancora fino a là… devo scendere alla prossima fermata!”

Eleonora rimane pensierosa, poi risponde:
- E’ che… ho sognato ancora il mostro… ed era ancora Fabrizio…
Walter rimane ancora un po’ scosso, ma trova subito una spiegazione:
- Penso di capire perchè lo hai sognato… io nel frattempo avevo fatto quelle scoperte in America. Secondo me sarà stata l’ultima volta che hai fatto questo genere di incubi.
Il viso di Eleonora sembra non mutare espressione. A questo punto, Walter collega questo suo turbamento al luogo in cui ha deciso di fissare quest’incontro:
- Tu sei turbata da quando ti ho detto che ci saremmo incontrati in questo posto specifico, non è vero?
Eleonora lo guarda negli occhi, quasi come se annuisse. Del resto, non fa in tempo a rispondere a voce: Walter viene distratto da qualcun altro che nel frattempo si sta avvicinando.

Nella stanza accanto alla Direzione, Carlo sta predisponendo una serie di apparecchiature elettroniche; sul tavolo trovano posto molti cavi, dei faretti ed una piccola telecamera.

Luca sta per rispondere a Mario, quando improvvisamente si sente un forte rumore provenire dal corridoio.
Brambilla si allarma ed esce a controllare.
In quel frangente, Luca, che sembrava ignaro dell’evento, approfitta della temporanea assenza del suo titolare per voltarsi alle spalle e andare ad aprire una per una le ante del grande armadio dietro di sè.
Quando, finalmente, gli sembra di aver trovato quella giusta, la lascia socchiusa.
Nel frattempo, Brambilla rientra in ufficio:
- Mah, non capisco cosa fosse, non c’era nulla di strano… Non importa… Dov’eravamo rimasti? Ah sì, mi dovevi dare una risposta.
- Sì, certo…
- Sto aspettando…
- La mia risposta è… sì.
- Grandioso!
- Però… vorrei almeno sapere di che cosa si tratta nel dettaglio.
- Guarda… Ti do una risposta molto concreta…
E, in quell’istante, effettua una chiamata con un interfono collegato con l’esterno della ditta:
- Sam, entra pure…

Alfredo giunge a destinazione. Parcheggia la sua auto, ma si accorge che il suo obiettivo sta entrando proprio in questo momento dal cancello:
“Maledizione, sono arrivato tardi! Vorrà dire che lo aspetterò all’uscita…”
Alfredo rimane ad attendere nella sua auto, con la pistola nel vano portaoggetti, mentre guarda fuori dal parabrezza l’ingresso della ditta Brambilla…






Commenti Recenti