Pomeriggio
Walter prende per un braccio Luca e lo porta in un angolo più appartato:
- Ascolta, mi vuoi spiegare cosa succede qui? Qual è il problema col signor Brambilla?
- Ma niente… perchè mi fa queste domande?
- Diciamo che mi piace indagare e non può passare inosservata una situazione come questa. Allora, mi spieghi cosa c’è?
Dopo qualche secondo di silenzio, Luca sembra deciso a dire qualcosa:
- Ecco, la verità è che…
Ma mentre sta per rivelare tutto, si accorge che poco distante c’è Brambilla che li sta fissando.

- Mi dica, chi è il padre?
La domanda del dottore lascia spiazzato Giacomo che non sa cosa rispondergli. In maniera quasi provvidenziale il loro dialogo viene interrotto dall’arrivo concitato di alcuni infermieri.
- Mi scusi, dottore, dove stanno andando?
- Credo stiano andando in quella stanza…
Il medico indica la stanza dov’è ricoverato il padre di Gabriella.
- Allora devo andare a vedere cosa succede…
Giacomo corre verso gli infermieri che nel frattempo stanno per entrare nella stanza.
- Scusate, cosa sta succedendo?

Andrea è in auto con la madre. Sono da poco partiti per raggiungere l’ospedale in cui dovrebbero trovare Gabriella.
Sanno che l’ospedale dista qualche chilometro e che ci vorrà almeno mezz’ora di strada.
Entrambi sembrano tesi e curiosi di sapere cosa nasconda la professoressa.

Walter si rende conto che le condizioni non sono ideali per delle confidenze e si rivolge al titolare:
- Mi scusi, signor Brambilla… è possibile spostarci in una stanza isolata? Ho bisogno di un po’ di privacy per interrogare il ragazzo.
Mario Brambilla sembra contrariato dalla richiesta dell’investigatore, ma subito dopo l’asseconda:
- Sì, seguitemi e vi porto in una stanza in cui nessuno potrà disturbarvi. Spero solo che non si tratti di un interrogatorio lungo…
- Non si preoccupi, le lascerò il suo dipendente in pochi minuti.
- Ecco, entrate pure qui dentro.
La stanza è proprio quella accanto alla Direzione. I due entrano e chiudono la porta.
- Caro Luca, adesso siamo tranquilli; raccontami tutto quello che ti turba…






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