Gabriella, Giacomo e i due genitori sono a tavola ed hanno appena terminato una piccola cena.
Inizia a parlare la madre della professoressa:
- So che vi state aspettando qualcosa da noi… Siamo venuti appositamente per parlarvi.
- Infatti è così, mamma… cosa ci devi dire?
- Purtroppo sono un po’ stanca… non è il momento adatto… e probabilmente anche tuo padre.
- Sì, infatti hai ragione, cara… Siamo piuttosto stanchi, sarà meglio che parliamo domattina.
Gabriella non può che accettare questa decisione, anche se questo la agita ancora di più.
Tutti e 4 vanno a dormire e l’insegnante ed il suo compagno fanno fatica ad addormentarsi.
Venerdì mattina
Fabrizio chiede ad Eleonora:
- Allora com’è andata ieri dall’investigatore?
- Mah, piuttosto bene… alla fine volevo solo raccontargli che tra noi due adesso è tutto a posto.
- E come mai avevi così tanto desiderio di dirglielo?
- Mi sembrava una cosa importante. E poi…
- Poi cosa?
- Sai, ieri è stato un incontro abbastanza importante.
- Per quale motivo?
- Ecco… ho avuto un piccolo incidente…
- Come sarebbe a dire?! E non mi dici niente?
- Non è stata una cosa grave, me la sono cavata con qualche piccolo graffio; ma la bici è da buttare.
- Non capisco, però, perchè è stato importante.
- Perchè grazie a questo incidente, Caccia ha scoperto qualcosa…
Fabrizio mostra un’espressione sorpresa e preoccupata.
Adriana parla con Francesca:
- Ho visto che anche tu, adesso, stai per molto tempo in compagnia di Claudia.
- Sì, dopo i nostri discorsi mi sono resa conto che in effetti è piacevole stare con lei; è una ragazza tranquilla.
- Come ti dicevo io…
- Penso proprio che sarà il caso di lasciar perdere Eleonora…
Walter blocca Eleonora che sta parlando dell’incidente e della sua bici:
- Credo di aver capito un indizio! Ce la fai a camminare?
- Credo di sì, perchè?
- Ti aiuto io, appoggiati a me e andiamo nel mio studio, là saremo più tranquilli.
La ragazza segue il consiglio dell’investigatore e, un po’ zoppicando, si reca insieme a lui verso l’abitazione-studio dell’uomo.
Stefano è in camera con Adelaide, la quale, dopo molti minuti di silenzio, inizia a parlare:
- Ascolta, Stefano… io sono un po’ imbarazzata, ma devi scusarmi se non sono venuta prima a trovarti… sai…
- Non continuare, per favore – risponde lui un po’ risentito – non so se e quali problemi tu abbia avuto ma non posso credere che non abbia avuto nemmeno un minuto per venire a vedere come stavo…
- Sì, lo so, ma non sto passando un bel periodo…
- Credi che invece io mi stia divertendo? – e le fa notare i suoi arti ingessati e la sedia a rotelle.
Adelaide si rende conto che Stefano è piuttosto arrabbiato e i suoi occhi iniziano a diventare lucidi:
- Mi spiace, Stefano… spero tu possa scusarmi.
- Non ci penso nemmeno!
Gabriella e Giacomo sono ancora preoccupati ed agitati.
- Tra poche ore arriveranno… – inizia l’uomo.
- Sì… e non so cosa aspettarmi. A quest’ora saranno già in viaggio…
- Non ci resta che aspettare. E poi non è detto che sia una cosa negativa… magari vogliono solo farci gli auguri per la casa nuova…
- Conosco mia madre: al telefono, il tono era di quelli che fanno quasi paura…
Gabriella è al telefono con la madre, che le dice:
- Abbiamo bisogno di parlarti… di parlare ad entrambi…
La professoressa, che dapprima era contenta per la visita, d’improvviso viene zittita da queste parole.
Giacomo, che adesso si trova nelle vicinanze, si rende conto che qualcosa non va:
- Gabriella, è tutto a posto?
La donna, però, sembra quasi pietrificata. Il suo compagno prosegue:
- Passami il telefono… – e mentre porge all’orecchio la cornetta, chiede: – Chi è?
- Ciao, sono tua suocera…
L’ultimo termine lo lascia perplesso.
Eleonora vede avanzare l’auto sulla corsia opposta, ma in una frazione di secondi riesce a saltare dalla sua bici cadendo a terra, mentre il suo mezzo di trasporto a pedali viene scaraventato dall’auto rendendolo inservibile.
La ragazza giace adesso sull’asfalto, mentre l’autista scende preoccupato a sincerarsi delle sue condizioni:
- Ti sei ferita?
- No… mi sono solo graffiata la gamba – risponde con aria sofferente
- Vuoi che chiami l’ambulanza?
- No, non fa niente… sto bene – e intanto, a fatica, si mette in piedi.
- Mi spiace molto, ma ti ho vista arrivare all’improvviso da questo lato…
- Non importa…
Intanto Walter sembra piuttosto preoccupato. Aveva appuntamento con Eleonora alle 15 e non la vede ancora arrivare.
“Provo a telefonarle… magari si è dimenticata…”
Prende il telefono e compone il numero di casa sua… attende qualche secondo e una decina di squilli, ma non risponde nessuno.
Riaggancia e pensa subito ad un’alternativa… potrebbe chiamare Fabrizio, ma preferisce evitare di coinvolgere altre persone.
“Sono forse troppo apprensivo, in fondo non è molto in ritardo…”
Ma subito dopo ha un’idea.
Lascia la sua casa ed esce cercando di seguire a ritroso e a piedi il percorso che farebbe la ragazza per raggiungerlo.
Camminando per alcuni metri, riesce a capire, in lontananza, che c’è stato un incidente: un’auto ferma, una bici mal ridotta, un uomo che parla con una ragazza visibilmente ferita e scioccata.
“Eleonora!”
Gianfranco nota che Luca è triste:
- Che cos’hai? Sono un po’ di giorni che ti vedo così abbattuto; inizia già a non piacerti il lavoro?
- Lo sai benissimo cosa c’è…
Gianfranco fa finta di niente, ma chiaramente sa che il ragazzo è turbato per quanto gli ha riferito in merito ai licenziamenti. Mentre pensa a come tranquillizzarlo, Luca gli pone una domanda:
- Dimmi, tu sei sicuro di quello che mi hai detto sui licenziamenti? Hai riportato esattamente quello che ha detto il sig.Brambilla? Oppure… mi stai prendendo in giro?
Eleonora, durante una pausa, parla con Fabrizio:
- Questo pomeriggio ho appuntamento con Caccia…
- Ah bene, hai delle novità da raccontargli?
- Gli avevo lasciato un messaggio in segreteria e mi ha risposto ieri sera.
- Un messaggio in segreteria… e per quale motivo? C’è qualcosa che io non dovrei sapere?
Lo sguardo di Fabrizio lascia trasparire un sospetto…
Stefano, seduto sulla sedia a rotelle, sta preparando la valigia, aiutato dalla madre… i dottori lo dimettono oggi dall’ospedale.
Intanto il medico che lo ha operato parla al padre fuori dalla stanza:
- Suo figlio dovrà stare molto attento; non tanto per il braccio, che terrà ingessato solo per qualche giorno ed è praticamente già a posto, quanto piuttosto per la gamba che ha subito un’operazione delicata.
- Esattamente quali sono le precauzioni?
- Deve solo evitare di sforzarla, perchè altrimenti dovrebbe essere sottoposto, nel migliore dei casi, ad un’ulteriore operazione, che renderebbe il suo arto ancora più delicato con conseguenze probabilmente più disastrose.
- Cercherò di fargli capire l’importanza di quanto mi sta dicendo, anche se conoscendolo so che non gli piacerà la condizione in cui si trova.
- Bene… Basterà comunque che utilizzi le stampelle quando non sta sulla sedia a rotelle in modo da non appoggiare il piede a terra. Probabilmente sarà difficile nei primi giorni, dato che potrà usare un solo braccio, ma se non ha voglia di farsi aiutare, come suppongo, dovrà abituarsi.
- E questo, per quanto tempo?
- Almeno fino alla prossima visita di controllo…
Nel frattempo, Stefano e la madre escono dalla stanza. La donna conferma:
- Noi siamo pronti, possiamo andare.
Gianfranco è colpito dalle domande di Luca:
- Cosa ti viene in mente! Non ti sto assolutamente prendendo in giro! Ti pare che scherzerei su un argomento del genere? E poi è chiaro che so bene quello che sto dicendo, fidati!… Sapevo che non avrei dovuto dirti tutto questo, ma ho voluto darti una spiegazione ad una domanda che mi avevi fatto, tutto qui.
- Tutto qui?!? Ti rendi conto che il tizio che mi ha assunto non so nemmeno per quanto tempo mi terrà ancora? E tra l’altro non so nemmeno perchè!
- Ascolta, evita di scaldarti troppo… non ne vale la pena… Se Brambilla ti sente o viene a sapere che sei a conoscenza di questa cosa, siamo rovinati tutti e due!
- Ma io voglio scoprire cosa nasconde! Voglio, se è il caso, parlare con lui!
- Non andare troppo in là, segui il mio consiglio… Anch’io i primi tempi che lavoravo qui, ed ero giovane come te, mi ero mostrato troppo curioso e per questo sono stato portato dai carabinieri più volte…
- Per quale motivo?
- La motivazione ufficiale era che mi mostravo troppo violento… in realtà cercavo solo di far valere le mie ragioni.
- Vuoi dirmi che anche all’epoca voleva licenziare un po’ di persone?
- No, la situazione era differente, eravamo anche pochi lavoratori, la ditta aveva aperto da poco… però il sig. Brambilla stava sempre molto sulle sue e spesso gli chiedevo delle informazioni tecniche ed amministrative, ma lui si rifiutava di parlarmi, diceva che non erano affari miei… Il mio consiglio è di non fargli mai troppe domande: è un tipo irruento!
Tanto basta per far desistere Luca dal proseguire il discorso.
- Non capisco di cosa ti preoccupi, Fabrizio…
- Niente, Ele; vorrei che tra di noi non ci fossero segreti e che ci potessimo dire tutto.
I due si guardano intensamente, ed ognuno, in cuor suo, sa che in effetti sta nascondendo qualcosa all’altro, almeno per quanto riguarda le proprie intenzioni.
Eleonora prosegue, sapendo di non dire una bugia: – Comunque, vorrei almeno dirgli che le visioni del mostro sono diminuite da un po’ di giorni.
- Bene, questo mi rende felice…
Fabrizio non sa che l’ultima visione risale a pochi giorni fa; Eleonora non gli ancora raccontato nulla del suo secondo sogno.
Fabrizio attraversa il cancello dell’abitazione di Eleonora e trova la bicicletta rovesciata su un fianco davanti all’uscio.
La ragazza sopraggiunge subito dopo; Fabrizio non può non farle una domanda, ancora prima di iniziare qualsiasi discorso:
- Cosa è successo alla bici?
- Ha qualche problema; ogni tanto si inceppa. Ho dovuto fermarmi più volte per strada e adesso volevo cercare di metterla un po’ a posto…
Fabrizio, così, capisce il motivo per cui è riuscito a raggiungerla a piedi. Vorrebbe scoprire se la sua meta era l’investigatore Caccia.
- Stavi per caso…?
ma subito si interrompe…
Walter è rilassato sul suo divano, quando improvvisamente vede di fronte a sè ancora una volta il mostro.
La sua reazione istantanea è quella di agitare le braccia come per scacciare quell’essere davanti a lui, e, urlando sguaiatamente, si mette seduto. Di fronte a sè vede ancora la sua immagine riflessa su uno specchio, mentre respira affannosamente.
Luca si è preso qualche minuto di pausa e si dirige verso uno dei telefoni a gettoni situati nell’atrio della ditta.
Inserisce le monete e digita un numero.
Il telefono emette il classico suono che indica che la linea è libera.
Fabrizio si rende conto che la sua curiosità è fuori luogo e decide di modificare la sua domanda…
- Per caso ti sto disturbando?
Eleonora è un po’ incerta sulla risposta da dare; in effetti non è proprio il migliore dei momenti per parlare, eppure pronuncia una parolina che a Fabrizio non dispiace:
- No…
- Scusami se sono sembrato un po’ insistente, ma sentivo il desiderio di parlarti.
E intanto la sua mente elabora vari pensieri:
“Se le chiedo di non dire a Caccia che io so del suo sogno, lei si insospettirebbe e le indagini andrebbero avanti con questo sospetto. Così, se l’investigatore stava togliendosi dalla testa il mio coinvolgimento, in questo modo sarebbe tutto inutile… Se la lascio libera di poter parlare di questo all’investigatore, lui agirebbe in modo imparziale e, anzi, apprezzerebbe il fatto che non ho fatto pressioni su Eleonora…”
- Vorrei che noi due potessimo tornare a vederci come prima… Che ne dici, possiamo tornare a parlarci ancora?
Walter decide di uscire di casa a prendere una boccata d’aria: “Non ce la faccio più, sto per impazzire”…
Con una certa fretta, quasi come se fosse questione di vita o di morte, indossa il cappotto e apre la porta; davanti a sè appare ancora il mostro…
Fabrizio cerca di parlare con Eleonora:
- Devo assolutamente parlarti…
Nonostante il tono velatamente gentile, la ragazza si sente offesa e, senza neppure rispondergli, se ne va verso la sua bicicletta parcheggiata davanti alla scuola.
Fabrizio, rimasto impietrito per qualche istante, decide di raggiungerla; si mette a correre, pensando che la ragazza sia diretta verso Walter; dopo pochi passi di corsa, però, si ferma:
“Così non riuscirò mai a raggiungerla… eppure devo provare ugualmente ad andare dall’investigatore…”
Lorenzo entra in casa e vede la madre un po’ turbata.
- Mamma, cosa c’è?
- Niente… – risponde mentre tiene socchiusi gli occhi verso il pavimento.
Ma quella risposta non lo convince. Così, le rivolge subito un’altra domanda:
- Ha per caso chiamato la polizia?
La madre alza lentamente lo sguardo verso di lui.
Adelaide rientra in casa, dove ad attenderla c’è il padre a tavola. Tutto è pronto per il pranzo, ma la madre non c’è.
La ragazza si dirige verso la sua camera per lasciare accanto alla sua scrivania lo zaino della scuola.
Dopo soli pochi istanti, il padre la chiama con voce ferma:
- Adelaide, vieni qui!
La ragazza appare spaventata; teme che sua madre gli abbia già raccontato del suo brutto voto in matematica…
Luca e Gianfranco sono in pausa pranzo e sono alla mensa, piuttosto isolati dagli altri colleghi.
Il ragazzo non può trattenersi dal chiedere al suo interlocutore:
- Scusa, prima mi dicevi che il sig. Brambilla ha deciso di licenziare un po’ di persone, mi spieghi cos’è questa storia?
Stefano viene trasportato su una sedia a rotelle verso la sala in cui dovrà fare gli ultimi accertamenti.
Intanto pensa a quanto accaduto negli ultimi giorni:
“Possibile che in tutto questo tempo Adelaide non sia ancora venuta a trovarmi? Devo pensare che Andrea sia più importante di lei?”
A casa di Adelaide, la madre è in compagnia di suo marito. Si capisce che la donna è combattuta ed in agitazione, così il marito, preoccupato, si sente costretto a porle la classica domanda:
- Cosa c’è cara? Ti vedo pensierosa.
La moglie sta pensando che l’uomo non ha ancora saputo niente del compito di Adelaide e forse dovrebbe farglielo sapere.
Walter sta pensando al sogno che gli ha raccontato Eleonora.
Si trova nel suo studio e si guarda allo specchio davanti alla sua scrivania, ma i suoi pensieri sono altrove:
“Sicuramente questo sogno è fondamentale, è troppo ricco di spunti per non tenerne conto… ma cosa vorrà mai dire? Cosa sono la strada, il sangue e il sole? Questa “S” che cosa indica? E’ l’iniziale del nome dell’assassino? Oppure è solo una coincidenza e magari devo concentrarmi di più sui singoli indizi? Di sicuro devo trovare l’assassino, adesso ci sono di mezzo anche due morti!”
Fabrizio, durante la lezione, è ancora incerto se parlare o meno con Eleonora, perchè ha paura che la ragazza si potrebbe offendere.
D’altro canto, qualche banco più in là, anche Eleonora ha dei dubbi:
“E’ il caso che racconti il mio secondo sogno a Fabrizio? Magari potrebbe darmi una mano. Ma se venisse a sapere troppe cose… Già non avrei dovuto raccontargli il primo sogno… c’è quel famoso bracciale… Fabrizio potrebbe averlo nascosto per evitare che venga incolpato… Che stupida sono stata!”
Luca appare già stanco del lavoro:
- Gianfranco, fa un caldo infernale qui dentro… ho già voglia di andarmene a casa.
- Non dovresti stancarti così presto! Ricordati che davanti a te, ogni volta che entri da quella porta, hai otto ore di lavoro. E poi pensa a come siamo fortunati: le macchine fanno la parte più grossa.
- Scusa, ma visto che ci sono così tanti macchinari, tanto vale che il sig. Brambilla riduca il personale, no?
Luca sorride pensando questa frase come una battuta.
Il suo interlocutore, però, non sembra aver gradito; il suo volto si fa più serio
Andrea, dopo averlo salutato, chiede a Stefano:
- Quando pensi che uscirai da qui?
- Devono farmi ancora gli ultimi controlli. Mi hanno detto che mi manderanno via non prima di metà settimana.
- Domani credo che non riuscirò a venire, visto che a scuola abbiamo tanto da fare.
- Non sei obbligato a venire qui tutti i giorni, riesco a sopravvivere lo stesso!
Andrea crede che Stefano stia scherzando, ma lo guarda in faccia e nota che la sua impressione era completamente sbagliata.
La madre di Adelaide chiede alla figlia:
- Cos’è quel foglio che hai in mano?
Con un po’ di titubanza, Adelaide decide di confessare tutto:
- Ecco, mamma… tieni, guarda
e le porge il compito in classe. La madre guarda quel foglio e soprattutto quel voto; alza lo sguardo e incrocia quello della figlia…
Walter, sentendo la mano sulla spalla che lo tocca in maniera decisa, si volta e, con tono sorpreso ed impaurito:
- Eleonora, che ci fai qui?
- Mi scusi se l’ho spaventata, ero venuta per dirle una cosa importante; ho suonato il campanello ma non rispondeva, così ho visto che la porta era aperta e sono entrata.
- Potevi almeno avvertire che eri entrata!
- L’ho fatto, ma Lei era sovrappensiero e non mi ha sentito… Comunque mi scusi.
- Va bene, dai, lasciami solo il tempo di riprendere fiato; sai, ormai ho una certa età…
- Ma cosa dice?
I due sorridono e sembra, per un istante, che a nessuno dei due venga in mente il motivo che accomuna i loro destini, finchè l’investigatore chiede:
- Mi stavi dicendo prima che eri venuta per parlarmi di qualcosa. Di cosa si tratta?
- Ho fatto un altro sogno la notte scorsa e credo sia molto importante!
Andrea parla in maniera schietta con Stefano:
- Ascolta, io sto cercando di mettere a posto il rapporto che c’è tra noi. Non so cosa c’è che non va, ma mi sembrava carino farti un po’ di compagnia in questi giorni.
- Non ho bisogno della tua compassione…
- Non è compassione! Cerco, nel mio piccolo, di non farti sentire solo. Ma se è questo che vuoi, non mi ci vuole molto ad uscire da questa stanza…
- Bene, allora perchè non lo fai?
Andrea non se lo lascia dire due volte e, con uno scatto d’ira, lascia la stanza; prima di varcare la soglia si sofferma un attimo:
- Ciao, Stefano; spero comunque per te che la tua situazione migliori. Ci vediamo a scuola…
Stefano rimane senza parole, forse perchè non si aspettava una reazione del genere da parte del compagno.
Poco dopo entra la madre, che ha, senza volerlo, sentito tutto:
- Non capisco perchè ti comporti così. E’ un ragazzo così gentile…
Stefano abbassa lo sguardo. Nemmeno lui sa darsi una spiegazione.
La madre di Adelaide guarda la figlia e le chiede:
- Perchè mi hai mentito?
- Avevo paura che ti arrabbiassi – risponde la ragazza in lacrime.
- Lo sai che ho sempre creduto in te e di certo un brutto voto non cambia quello che sei.
- Vuoi dire che non ce l’hai con me? Non mi castigherai?
- No, certamente non mi fa piacere, ma l’importante è che non capiti più… Allora sì che potrei arrabbiarmi!
Adelaide continua a piangere, ma per un senso di sollievo. Madre e figlia non si parlano ma si respira aria di tranquillità.
Walter è emozionato.
Sa che un altro sogno di Eleonora potrebbe essere fondamentale per proseguire le indagini, soprattutto in questo momento di confusione.
- Ti ricordi com’era questo sogno?
Luca sta tornando a casa di Bruno, contento per aver ricevuto il famoso modulo. Ripensa a come sia stata possibile tutta questa storia, e in quel momento vede lo spirito della madre.
“Ho capito… siete stati voi!”
Il padre aveva chiamato la segretaria fingendosi il Preside…
Luca nel frattempo comprende di amare ancora i genitori. E’ per questo che vede i loro spiriti.
Walter Caccia risponde a Fabrizio:
- Il fatto che tu volessi entrare in casa di Eleonora furtivamente non è certo da elogiare, ma ciò non determina necessariamente la tua colpevolezza. Piuttosto, ho la necessità di cercare una cosa qui in casa tua…
Fabrizio rimane stupito da questa richiesta.
Adelaide si rivolge alla madre:
- Sai, il compito di matematica…
- Sì?
- …ci verrà dato lunedì.
- Ma come? Prima mi hai detto che la consegna era prevista per domani…
- Scusa, mi ero confusa… domani non abbiamo lezione di matematica…
La madre è un po’ confusa, ma sembra comprendere.
Stefano blocca Andrea che vuole andarsene.
- Aspetta!
- Cosa c’è?
- Avevo bisogno di parlarti.
- Dimmi, Stefano…
- Sai, mi sono reso conto che il mio comportamento non è stato sempre molto corretto. Forse non ci siamo conosciuti mai abbastanza.
Andrea è abbastanza sorpreso da questo discorso.
- Sì, in effetti…
- Vorrei che tu mi potessi dare una seconda possibilità.
Andrea è ancora perplesso, ma accetta questo avvicinamento da parte di Stefano.
- D’accordo, del resto sono venuto qui proprio perchè mi piacerebbe che si potesse arrivare ad una situazione migliore per noi due.
- Lo spero tanto… Ti ringrazio di essere venuto qui oggi.
- Di niente… Ora devo proprio andare, Stefano.
- Va bene…a presto!
Andrea esce dalla stanza: “Le sue parole non mi convincevano. Per me Stefano non è cambiato affatto”.
Luca arriva a casa Airoldi; lo accoglie Bruno:
- Allora, com’è andata?
- Direi tutto bene.
- Hai recuperato il modulo?
Luca, con aria soddisfatta, lo mostra a Bruno, il quale gli chiede:
- Ma… com’è possibile? Come faceva ad essere aperta la scuola?
- La segretaria che mi ha dato il documento era stata chiamata dal Preside…
- E tu come facevi ad essere così sicuro che avresti trovato qualcuno…?
Luca è dubbioso se dire o meno la verità, ma ancora una volta, per paura di essere deriso, decide di essere generico:
- Me lo sentivo…
Walter sta cercando il bracciale del sogno di Eleonora, senza alcun risultato.
Fabrizio, che fino a quel momento era rimasto in silenzio, chiede all’investigatore:
- Mi scusi, ma cosa cerca esattamente?
- Sarebbe meglio che non ti dicessi niente; si tratta di elementi importanti per le indagini…
A queste parole, come un flash giunge al ragazzo il ricordo di quanto gli disse tempo fa Eleonora stessa: gli aveva rivelato il contenuto del suo sogno. “Allora Caccia sta cercando quel maledetto bracciale!” e subito dopo pensa “E’ meglio che comunque non gli faccia sapere che Ele mi ha informato; potrebbe pensare che io l’abbia nascosto…”.
Mentre Fabrizio è tormentato dai dubbi, l’investigatore ritiene di aver terminato il suo lavoro:
- Direi che qui non c’è quello che cerco.
- Non so se essere dispiaciuto o contento di questo.
- Certamente le indagini non finiscono qui…
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