La pallottola sparata da Alfredo raggiunge un poliziotto che si trovava di guardia, poco lontano.
L’uomo si accascia a terra, ed un suo collega amico corre in suo soccorso.
Sam riesce a sfuggire al colpo e continua a correre. Alfredo tenta ancora di colpirlo più volte, ma a causa della fretta e della comunque imprecisa mira, non ci riesce.
Alfredo, a questo punto, decide di rimettersi in auto e inseguire Sam; dietro di lui, però, delle volanti della polizia, che erano già nella zona, nonostante poco visibili, hanno seguito questi momenti e si mettono all’inseguimento di Alfredo.
Nel frattempo, Walter Caccia esce da un’uscita secondaria, proprio dove, senza volerlo, si sta dirigendo Sam che, a sua volta, è ora inseguito da alcuni poliziotti.
Senza rendersene conto, Sam finisce la sua corsa frenato dal corpo di Walter che gli si para davanti:
- Bene, finisce qui la tua fuga! Adesso torni su con me.
Sam cerca in qualche modo di liberarsi, ma l’investigatore lo tiene stretto, aiutato subito dopo dai poliziotti che gli mettono le manette ai polsi e lo obbligano a seguire Walter che torna nell’ufficio di Brambilla.
Una volta raggiunta la stanza, a Sam si presenta una scena simile a quella che aveva lasciato prima di gettarsi dalla finestra, con la differenza che adesso sono presenti molti agenti di polizia che tengono d’occhio soprattutto Mario.
Rivolto ancora a Sam, Walter cerca di riprendere il discorso dallo stesso punto in cui si erano interrotti in precedenza:
- Dato che non te li sei ricordati prima, ti faccio rivedere i volti dei ragazzi coinvolti in tutti i tuoi delitti…
Sam, adesso, rivede i personaggi che erano entrati prima nell’ufficio: si tratta di Eleonora, Fabrizio, Lorenzo, Paola, Roberto e Stefano, oltre che, naturalmente, Luca.
- Prima che Walter spieghi a te, Sam, e a Brambilla, tutto quello che avete combinato - interviene Carlo - voglio fare vedere a tutti quanto è successo in questo ufficio pochi minuti fa…
Carlo si fa dare da Luca il registratore tascabile e, intanto, inserisce la videocassetta nell’apposito lettore e mostra a tutti quello che è stato registrato dall’altra stanza. Le immagini, accompagnate dall’audio fatto ascoltare premendo il tasto Play del miniregistratore, cominciano dal momento in cui Luca socchiude l’anta dell’armadio della Direzione, in modo tale che l’investigatore Airoldi potesse videoregistrare delle immagini sufficientemente nitide.
Si riesce a intravvedere Sam che arriva con la sua valigetta e Luca che prende in mano una di quelle buste contenute, tra l’altro spostandosi e muovendo la mano in modo tale da farle vedere bene alla videocamera.
Anche l’audio non lascia adito a dubbi; si ascolta distintamente Luca che dice “Ma… è droga!” mentre Brambilla gli dà le istruzioni.
Tutte le persone all’interno della stanza sono sconvolte, mentre Sam e Mario si rendono conto di essere in trappola.
A questo punto, terminata la visione della videocassetta, Walter dà le sue spiegazioni:
- E’ già da un po’ che avevo in testa l’idea che l’assassino degli zii di Eleonora e colui che aveva tentato di uccidere i suoi genitori potessero essere la stessa persona. Del resto, i sogni di Eleonora, che ho ritenuto sempre un valido mezzo, parlavano chiaro: il suo mostro, che tra l’altro ha sognato pure la cugina Marta, era sempre lo stesso…
Quando ho interrogato i compagni di classe di Eleonora, ho avuto la possibilità di ascoltare due storie in particolare che mi avevano colpito, Lorenzo e Stefano.
Il primo mi aveva raccontato che… “Non ricordo esattamente se era quel giorno… però… sono sicuro che… sì… quello è il periodo in cui sono stato rapito!” e il secondo che dell’episodio dei genitori di Eleonora aveva solo sentito delle voci perchè… “Perchè è il giorno in cui ho avuto l’incidente…”.
- Mi sono fatto raccontare nel dettaglio le loro storie ed in effetti, nel caso di Lorenzo, si trattava di un uomo a volto coperto con in mano una pistola che sarebbe compatibile con quella usata per tentare di uccidere i signori De Paoli; nel caso di Stefano, addirittura, il suo incidente è stato provocato da un’auto pirata per cui non si è nemmeno saputo chi fosse il colpevole.
La mia idea, a quel punto, è che stessimo parlando della stessa persona che, una volta fallito il tentativo di uccidere i genitori di Eleonora, è scappata e ha avuto la possibilità di rapire un suo compagno; probabilmente il suo scopo, inizialmente, era quello di vendicarsi per un delitto non riuscito, ma in effetti è riuscito a riscattarsi uccidendo, qualche tempo dopo, il fratello e la cognata del signor De Paoli. Si sarà, poi, reso conto che non avrebbe ottenuto niente da questo rapimento e, sapendo di avere il volto coperto, ha lasciato andare Lorenzo. La sua auto era stata poi ritrovata qualche giorno dopo in aperta campagna, ma lui era scappato.
- L’incidente di Stefano, invece, probabilmente è stato davvero casuale. Stefano si è semplicemente ritrovato davanti alla sua auto e lui, avendo fretta, non ha compiuto nemmeno il gesto di fermarsi per assicurarsi che il ragazzo non si fosse fatto male.
Nel frattempo, i due ragazzi finora nominati rivolgono sguardi di disprezzo verso Mario e Sam.
Walter prosegue:
- La cosa bizzarra è che mi sia occupato di due casi apparentemente slegati tra di loro, ma che invece avevano qualcosa in comune: quello di Paola e quello di Eleonora.
Paola aveva organizzato la festa a casa sua ma non è riuscita a controllare tutti gli ingressi. A causa del solito passaparola, si è trovata in casa gente sconosciuta, tra cui il nostro colpevole che ha lasciato distrattamente la bustina di droga sul mobile. Roberto si è ritrovato in mano quella bustina, ma non c’entrava e probabilmente nemmeno il colpevole aveva un’intenzione ben precisa.
Paola e Roberto si guardano negli occhi: la sentenza di Walter aveva dissipato ormai ogni dubbio sull’innocenza del ragazzo, nel caso in cui non fosse ancora chiaro.
- Ho collegato l’episodio di Paola con Luca grazie ai suoi dubbi sull’atteggiamento di Brambilla che gli aveva proposto un affare di droga.
Mentre sta parlando, con un tempismo perfetto, dalla porta dell’ufficio si affaccia Gianfranco che, incuriosito dal movimento che si era creato intorno alla Direzione, pensava ci fossero sviluppi relativi alla vicenda di Luca. Walter prosegue:
- Luca, tra l’altro, da quando ha iniziato a lavorare qui ha avuto dei sospetti. Brambilla ha usato spesso l’arma del licenziamento per obbligare i neo-assunti a consegnare dei grandi quantitativi di droga ai suoi clienti. I nuovi dipendenti, secondo quello che pensava lui, sono più grintosi, con più voglia di fare e avrebbero molto da guadagnare nel portare a termine i suoi piani. Per questo, negli ultimi tempi, c’è stato un aumento nel numero di licenziati tra i dipendenti assunti da meno tempo.
Gianfranco, nell’ascoltare la spiegazione di Walter, guarda compiaciuto Luca che ricambia con un sorriso.
- Infine, per quanto riguarda Eleonora… all’inizio tutti sospettavano (o sospettavamo) che nel tentato omicidio dei genitori fosse coinvolto Fabrizio, ma svariati testimoni hanno poi rivelato che nell’istante in cui è stato sparato il colpo, lui stava uscendo dalla scuola; si era pensato, allora, al suo amico Alfredo, ma quando sono stati uccisi gli zii di Eleonora, lui si trovava in America.
- La spiegazione di tutto questo è molto semplice: Sam è stato assoldato da Brambilla ad uccidere i De Paoli perché suoi avversari in affari. Ho avuto la conferma dei cattivi rapporti intercorrenti tra le famiglie quando ho avvisato Eleonora che saremmo venuti in questo posto e, nonostante le avessi dato la bella notizia che avevo trovato il colpevole, l’ho vista turbata.
Il personaggio conosciuto con il nome di Sam sta entrando nella ditta Brambilla con in mano una valigetta scura.
Attraversa l’atrio ed il corridoio che lo porta verso l’ufficio del titolare.
Apre la porta e si palesa agli occhi di Luca.
- Ecco, ti presento Sam - inizia Mario.
Il ragazzo e l’uomo con la valigetta si stringono la mano in segno di saluto.
Sam appoggia la sua valigetta sulla scrivania e la apre, rivolgendola verso Luca.
- Questa è la merce di cui ti devi occupare.
Luca è senza parole. Fino a quel momento aveva solo sentito parlare di droga o l’aveva vista solo nei film; questa volta gli sembra di rivivere una scena da cinema e si rende conto di sudare freddo. Quelli che sta vedendo in questo momento, all’interno di quel contenitore, sono sacchetti contenenti una polvere bianca che di sicuro non è farina.
- Ma… questa… è droga…
- Penso proprio di sì! E il tuo compito sarà semplicemente quello di consegnare questa valigetta ad un nostro cliente affezionatissimo.
- Posso prenderla in mano?
- Mai vista dal vivo, vero?
Luca non risponde ma implicitamente considera questa domanda come un permesso. Si avvicina alla valigetta e prende in mano uno di quei sacchetti, esraendolo dal suo contenitore e soppesandolo.
Non appena il ragazzo ripone il sacchetto al suo posto, la porta dell’ufficio viene spalancata improvvisamente ed appare la figura di Carlo con in mano una pistola puntata su Brambilla e Sam:
- FERMI TUTTI!
Sam, istintivamente, chiude subito la valigia cercando in qualche modo di nasconderla.
- Lascia stare la valigetta!
- Investigatore, cosa ci fa qui? E come mai questa irruenza? - chiede quasi con tranquillità Mario.
- Non sono certo qui per caso… E non faccia il finto tonto!
- C’è qualche problema?
- Per Lei ed il suo amico sicuramente sì…
- Penso stia esagerando, non capisco di cosa sta parlando.
- Non faccia il furbo. Abbiamo registrato tutto di questo incontro?
- Registrato?! E come? Ah ah ah
- Luca, fai vedere cos’hai in tasca…
Il ragazzo tira fuori un piccolo registratore, ancora in funzione, che ha azionato da quando è entrato nell’ufficio.
Sam sembra preoccupato, mentre Mario, con fare impassibile, risponde:
- E con questo cosa vorrebbe dimostrare?
- Se questo non Le basta, abbiamo anche filmato tutto.
- Addirittura! Ah ah ah, Lei è un comico!
Carlo fa cenno con la testa a Luca di dirigersi verso l’armadio per mostrare il loro stratagemma; l’anta lasciata socchiusa viene completamente aperta.
Quello che dall’esterno sembrava un armadio era in realtà l’ingresso per una piccola stanza la cui parete è completamente vetrata; al di là del vetro opaco si vede la stanza accanto, dove sono posizionati vari apparecchi montati da Carlo, tra cui una videocamera puntata proprio verso di loro ed una serie di faretti per illuminare quello che, nell’ufficio limitrofo, appariva a tutti come uno specchio.
Mario rimane esterrefatto perchè mai avrebbe pensato che si sarebbero accorti di quel trucco.
Fa, però, ancora finta di niente:
- Questo non dimostra assolutamente niente. Avete scoperto questo specchio segreto, ma non mi bevo la storia del filmato… anche perchè le ante dell’armadio erano chiuse…
- Veramente erano socchiuse e posizionate in modo tale che comunque la videocamera è riuscita a riprendere tutta la scena, anche se, chiaramente, in modo non del tutto nitido. Se vuole, posso farLe vedere la cassetta… ce l’ho qui con me…
- Lasci perdere… - e, rivolgendosi con uno sguardo alquanto cattivo verso Luca: - Complimenti per aver scoperto questo segreto…
Dall’esterno dell’ufficio si sente giungere qualcuno che dice:
- Veramente lo abbiamo scoperto insieme…
Tutti si voltano verso la persona che ha pronunciato la frase e, ancora una volta, Mario esclama:
- Oh, ma salve signor Caccia!
Alla vista di un altro investigatore, Sam, in seria difficoltà, getta la valigetta fuori dalla finestra e sembra dirigersi anche lui in quella direzione.
Carlo, che si trovava vicino a lui, riesce a bloccarlo in tempo:
- Dove credi di andare? Abbiamo ancora tante cose di cui parlare.
Andrea, alla fine, decide di non andare a scuola.
Indossa il suo zaino ed esce di casa, mentre i genitori sono ignari di questa sua decisione.
Si avvia verso la fermata dell’autobus e sale sul primo mezzo diretto verso l’ospedale in cui è ricoverata Gabriella
Fuori dalla ditta Brambilla ed in un angolo appartato, Luca, prima di entrare ed iniziare la sua giornata di lavoro, si mette d’accordo con Carlo Airoldi per attuare il piano che avevano in mente per incastrare Mario.
- Sei pronto, Luca?
- Sì, prontissimo!
- Adesso entriamo insieme in modo che non mi creino problemi all’ingresso; tu ti avvierai verso la Direzione mentre io ti seguirò a distanza. Comportati in maniera naturale, come se nulla fosse, intesi?
- Certo, tutto chiaro!
I due entrano senza problemi in azienda, superano quindi l’atrio e, a questo punto, si separano.
Luca si avvia verso la porta dell’ufficio di Brambilla, mentre Carlo, con in mano una valigetta metallica, lo attende un po’ più distante.
Il ragazzo bussa alla porta e, dall’interno, sente una voce che grida:
- Avanti!
Luca entra nell’ufficio, chiudendo la porta dietro di sè.
A questo punto, Carlo procede lungo il corridoio e va verso la porta accanto. Fortunatamente risulta aperta. Così entra nella stanza.
Alfredo è ancora in viaggio per raggiungere il suo obiettivo. E’ determinato ad ucciderlo e guarda sempre con compiacimento la sua pistola, pronta per sparare, che tiene nel vano portaoggetti.
“Così vedremo, alla fine, chi sarà a perdere…”
Walter Caccia si trova in un parcheggio all’aperto, in una zona della città che sembra piuttosto tranquilla, in attesa che arrivi qualcuno.
Finalmente vede giungere Eleonora, accompagnata da Fabrizio, che in realtà non si aspettava.
- Buongiorno ragazzi!
- Salve investigatore… non Le dispiace se ho portato con me anche Fabry, vero?
- No, non è un problema. Anzi, più siamo e meglio è…
Walter si rende conto che l’impressione che aveva avuto al telefono sembra confermata dall’aspetto della ragazza, e la chiama in disparte:
- Scusaci un attimo, Fabrizio… Mi spieghi perchè sei così turbata? Mi sembra di averti dato una bella notizia, no? PER LEGGERE IL RESTO DELLA PUNTATA CLICCA QUI
I coniugi Galbiati si trovano in cucina dove stanno consumando la loro prima colazione. Sono silenziosi, in attesa di quanto ha scoperto ieri sera loro figlio in Comune, relativamente a Gabriella e Giacomo.
Finalmente Andrea arriva in cucina e la madre non può negare una certa curiosità:
- Allora, siamo qui ad aspettare che tu ci dica la tua scoperta…
Il figlio, ancora un po’ intontito, essensosi svegliato da poco, risponde dopo aver sorseggiato un po’ del suo latte:
- Sul computer dell’ufficio… era scritto che Gabriella Laurenzi è figlia unica, non ha fratelli.
Il padre: - Ora sarai contento, spero. Hai rischiato di essere scoperto da una guardia ed hai ottenuto la verità che poi è quella più lampante. Dovresti smetterla di pensare a cose strane!
- Eppure io non sono ancora convinto…
- Oltre ai documenti ufficiali cos’altro ti serve per dimostrarti che stai pensando solo a stupidaggini?
- Ci sono ancora cose che non tornano… Devo andare ancora in quell’ospedale…
Giacomo è da solo nel corridoio dell’ospedale:
“Quante storie assurde mi stanno capitando… Tutte nello stesso periodo… E poi, ora, cosa dice il padre di Gabriella? Chi gli ha detto che lei aspetta un figlio? Ma avrà voluto dire proprio questo? E per quanto tempo riusciremo a tenere segreta la nostra storia?”
Walter è appena atterrato in Italia e, con grande fretta, cerca di recuperare il suo bagaglio per andare via: “Non posso perdere tempo, devo usare un telefono pubblico e chiamare un po’ di persone. Adesso è tutto chiaro…”
Alfredo, in casa sua, guarda la porta d’ingresso, ormai sostituita, dalla quale sono entrati Fabrizio ed Eleonora per aiutarlo.
Ripensa all’episodio della pistola e dice a bassa voce: “Devo vendicarmi… dovò rendere pan per focaccia a chi mi ha quasi ucciso mettendo quella pallottola… ”
Andrea, nascosto dietro il computer dell’ufficio anagrafe, intravvede la guardia che si avvicina… Ormai teme di essere scoperto.
La guardia è proprio davanti al pc. Il ragazzo riesce a vedere l’uomo che allunga il braccio verso il monitor e, parlando da solo, si lamenta:
- Quando spengono i pc si dimenticano sempre di spegnere anche i monitor…
Andrea non si era ricordato, nella fretta, di premere il pulsante di accensione e spegnimento del monitor, cosicchè la spia verde era rimasta accesa, nonostante lo schermo fosse nero.
La guardia, una volta compleato il giro di controllo anche in questo locale, esce. Andre, quasi sull’orlo di svenire, attende un po’ prima di fuggire.
Intanto i genitori di Andrea sono fuori dal Palazzo Comunale; il padre cerca spiegazioni:
- Sapevo che dovevate venire all’ospedale, e invece, a quest’ora, trovo te qui fuori… e Andrea dov’è?
- Ma… come mai hai deciso di partire da casa per venire a raggiungerci?
- Mi sembrava un po’ tardi. Comunque non hai risposto alla mia domanda: dov’è Andrea?
Fabrizio cerca di calmare Eleonora:
- Vuoi che ti prenda un bicchiere d’acqua?
La ragazza, ancora in lacrime, fa cenno di sì con la testa.
Fabrizio, che ormai conosce bene la casa, va in cucina, versa un po’ d’acqua in un bicchiere di vetro e lo porta alla sua compagna.
- Adesso mi spieghi, però, che cosa hai sognato?
Eleonora pensa che non deve raccontargli il sogno nel dettaglio, non è il caso…
Walter tiene in mano la busta ed alza la linguetta già aperta. Al suo interno c’è ancora del materiale.
Rovescia il contenuto sulla scrivania della casa abbandonata ed esamina uno ad uno gli elementi: una foto ed un foglio.
Prende in mano, per prima cosa, il foglio su cui trova scritto soltanto: “10 kg” e “Via dei Monti, 14″.
L’investigatore cerca di riflettere sull’indirizzo, che ricorda di aver già visto. Facendo affidamento sulla sua memoria fotografica, passa in rassegna nella sua mente tutte le case, gli uffici, i locali conosciuti ed i relativi indirizzi, finchè si sofferma sull’edificio di una Via dei Monti, al numero civico 14…
- Ma certo! E’ la casa di Paola Brunati!
Andrea sembra confuso dalla nuova informazione che ha ricavato dal computer: “Qui risulta che Gabriella è figlia unica… Ma allora mi sto sbagliando? Com’è possibile? Qui c’è qualcosa che non va, insomma…”.
All’improvviso il ragazzo sente dei rumori provenire all’esterno dell’ufficio…
Intanto la madre sta ancora attendendo, in piedi, fuori dall’auto.
All’improvviso, da dietro, una mano le tappa la bocca con la forza e la donna, in preda al panico, cerca invano di urlare.
Walter sta passeggiando per Chicago, ma si rende conto che le strade sono molto trafficate: “Caspita, quanta gente… non è proprio l’atmosfera che mi ci voleva per rilassarmi!”.
Decide, quindi, ad un certo punto, di imboccare delle strade meno battute, più interne.
Volta in una strada più isolata: “Qui si sta decisamente meglio”.
Sta passeggiando con tranquillità, finchè ad un certo punto, passa davanti ad un portone a prima vista come tanti altri… Con la coda dell’occhio, però, ha notato qualcosa e, dopo pochi passi, torna indietro per vedere meglio: “Quel maniglione l’ho già visto…”
L’anello attaccato alla porta è identico al famoso bracciale col serpente sognato da Eleonora.
Eleonora sta dormendo; i suoi sogni si confondono con i ricordi:
- Ciao, ci vediamo…
E’ questa la frase che ricorda la ragazza di aver pronunciato durante una telefonata…
Lorenzo, in sogno, rivede la scena del suo rapimento.
Mentre cammina sulla strada, l’auto si ferma, il guidatore, col volto coperto, lo fa salire con la violenza e gli punta la pistola alla testa.
Quando questi lo minaccia, Lorenzo, che fino a quel momento era rivolto verso il parabrezza, si gira dalla sua parte e vede nel suo rapitore un mostro… è lo stesso che Eleonora ormai sogna da settimane. PER LEGGERE IL RESTO DELLA PUNTATA CLICCA QUI
Prima ancora che iniziasse Sentieri di Scuola, avevamo parlato di una “rete virtuale” in cui andava in onda questa fiction.
Finalmente, nella curiosità del mese, si parlerà di questo canale tv (che, in realtà, non era uno solo)…